di Emilia Morelli
Sale la tensione tra Stati Uniti e Iran. Trump valuta nuovi attacchi, Teheran recupera armamenti nascosti e cresce lo scontro con gli alleati europei
La crisi tra Iran e Stati Uniti continua ad aggravarsi mentre scade il termine dei 60 giorni previsto per l’autorizzazione del Congresso americano all’uso della forza militare contro Teheran.
Nonostante il delicato passaggio istituzionale, il presidente Donald Trump appare intenzionato a mantenere alta la pressione sull’Iran e avrebbe ricevuto nuovi aggiornamenti militari dal Pentagono su possibili operazioni future.
Teheran recupera missili e munizioni
Secondo fonti statunitensi citate dai media americani, l’Iran avrebbe intensificato le operazioni di recupero di missili, droni e armamenti nascosti sottoterra o rimasti sepolti dopo i raid aerei delle scorse settimane.
Washington ritiene che Teheran stia cercando di ricostruire rapidamente le proprie capacità offensive nel caso in cui il conflitto dovesse riaccendersi.
Le attività di recupero sarebbero concentrate soprattutto nelle aree colpite dagli attacchi americani e israeliani.
Trump: “Solo pochi conoscono i negoziati”
Parlando con i giornalisti, Trump ha dichiarato che pochissime persone sarebbero realmente a conoscenza dello stato dei colloqui con l’Iran.
Secondo il presidente americano, Teheran sarebbe fortemente interessata a raggiungere un accordo, anche se al momento le trattative sembrano procedere con grande difficoltà e in un clima di forte diffidenza reciproca.
Timori per nuovi attacchi militari
Le preoccupazioni per una possibile nuova offensiva stanno aumentando anche all’interno della politica americana.
Il senatore democratico Richard Blumenthal ha definito “concreta” l’ipotesi di un imminente attacco contro l’Iran, parlando di briefing riservati ricevuti dai vertici militari.
Secondo il parlamentare, un’escalation militare potrebbe provocare gravi conseguenze umanitarie e mettere a rischio numerosi soldati americani.
Scontro diplomatico con l’Europa
La tensione si riflette anche nei rapporti tra Washington e gli alleati europei.
Trump ha criticato apertamente alcuni Paesi europei, tra cui Italia, accusandoli di non aver sostenuto adeguatamente gli Stati Uniti nel conflitto.
Il presidente americano ha perfino ventilato la possibilità di ritirare le truppe statunitensi presenti in Italia, Germania e Spagna, aprendo un nuovo fronte diplomatico all’interno della NATO.
Raid israeliani in Libano
Nel frattempo il conflitto continua ad allargarsi anche sul fronte libanese.
Secondo fonti riportate dalla CNN, raid israeliani nel sud del Libano avrebbero provocato oltre 15 vittime, nonostante il cessate il fuoco prorogato nei giorni scorsi.
Gli scontri tra Hezbollah e Israele continuano ad alimentare l’instabilità regionale e ad aggravare la crisi umanitaria nell’area.
Teheran accusa Washington di aggressione
Il governo iraniano respinge intanto la narrativa americana sull’autodifesa.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha accusato apertamente gli Stati Uniti di aver condotto un’aggressione contro l’Iran, negando qualsiasi giustificazione legata alla difesa collettiva.
Le dichiarazioni confermano quanto il confronto diplomatico resti estremamente distante da una possibile soluzione condivisa.
Scenario internazionale sempre più instabile
Tra minacce militari, trattative incerte e tensioni con gli alleati occidentali, il confronto tra Stati Uniti e Iran continua a rappresentare uno dei principali fattori di instabilità globale.
I prossimi giorni potrebbero risultare decisivi per capire se prevarrà la strada diplomatica oppure se il conflitto entrerà in una nuova fase di escalation militare.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Iran-Usa, tensione altissima: Trump valuta nuovi raid e minaccia il ritiro delle truppe dall’Italia proviene da Associated Medias.

