di Emilia Morelli

Meloni difende il decreto Lavoro approvato dal governo per il Primo Maggio. Landini attacca: “Nessun aumento ai salari”. Sindacati divisi.

Nel giorno della Festa dei Lavoratori, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato il nuovo decreto Lavoro approvato dal lavorogoverno, definendolo un passo concreto a tutela dei lavoratori e contro il dumping contrattuale.

In un messaggio pubblicato sui social, la premier ha sottolineato che gli aiuti pubblici saranno destinati soltanto alle aziende che applicano contratti regolari e garantiscono condizioni salariali adeguate.

Secondo Meloni, il principio del “salario giusto” deve passare attraverso una contrattazione di qualità e il contrasto ai cosiddetti contratti pirata.

I risultati rivendicati dal governo

Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha ricordato alcune delle misure adottate negli ultimi anni dall’esecutivo, tra cui il taglio del cuneo fiscale, gli incentivi all’occupazione e le iniziative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Meloni ha inoltre evidenziato i dati occupazionali, parlando di oltre un milione di occupati in più, una riduzione del lavoro precario e il raggiungimento del livello più alto di occupazione femminile in Italia.

Pur riconoscendo che restano problemi da affrontare, la premier ha definito positiva la direzione intrapresa dal governo sul fronte del lavoro.

Landini attacca: “Solo propaganda”

Di segno opposto il giudizio di Maurizio Landini, che durante la manifestazione del Primo Maggio a Porto Marghera ha criticato duramente il decreto.

Secondo il leader della CGIL, il provvedimento non produce alcun reale aumento salariale per i lavoratori e finisce invece per favorire le imprese attraverso nuovi incentivi economici.

Landini ha denunciato il problema dei salari bassi e della perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione, accusando il governo di utilizzare il decreto come strumento di propaganda politica.

Sindacati uniti in piazza ma divisi sul decreto

Il Primo Maggio 2026 ha segnato il ritorno a una manifestazione unitaria di CGIL, CISL e UIL dopo le divisioni dello scorso anno.

Nonostante la ritrovata unità sul palco di Marghera, i tre sindacati hanno espresso posizioni differenti sul decreto Lavoro.

La segretaria della CISL Daniela Fumarola ha accolto positivamente il riferimento ai contratti firmati dalle organizzazioni più rappresentative, definendolo un passo importante verso il riconoscimento del salario dignitoso.

Anche il leader della UIL Pierpaolo Bombardieri ha promosso il provvedimento, evidenziando il legame tra incentivi pubblici e applicazione dei contratti collettivi maggiormente rappresentativi.

Schlein: “Serve una soglia minima contro lo sfruttamento”

Alla manifestazione era presente anche Elly Schlein, che ha ribadito la necessità di affrontare l’emergenza salariale e il lavoro povero.

La leader del Partito Democratico ha riconosciuto che il governo si è avvicinato alle richieste delle opposizioni sul tema dei contratti rappresentativi, ma ha criticato l’assenza di una soglia minima salariale nazionale.

Secondo Schlein, senza un salario minimo fissato per legge resta il rischio di forme di sfruttamento e precarietà.

Il tema del lavoro al centro del dibattito politico

Il confronto sul decreto Lavoro conferma come il tema dei salari e della qualità dell’occupazione sia destinato a restare centrale nel dibattito politico e sindacale italiano.

Da una parte il governo rivendica risultati occupazionali e nuove tutele, dall’altra sindacati e opposizioni chiedono interventi più incisivi sul potere d’acquisto e sulle retribuzioni.

Il Primo Maggio 2026 si chiude così con un messaggio condiviso sull’importanza del lavoro dignitoso, ma con visioni ancora molto distanti sulle soluzioni da adottare.

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