di Mario Tosetti
L’inflazione colpisce alimentari e trasporti: aumentano frutta, verdura e voli. Pesano carburanti e costi energetici
L’inflazione torna a colpire con forza il carrello della spesa e i consumi quotidiani. A trainare i rincari sono soprattutto i prodotti alimentari

freschi e i servizi legati ai trasporti, con aumenti che in alcuni casi superano il 20% su base annua.
Secondo le rilevazioni di Assoutenti, il comparto alimentare registra un’accelerazione significativa dei prezzi, alimentata anche dall’aumento dei costi energetici e dei carburanti.
Frutta e verdura, aumenti a doppia cifra
Nel dettaglio, le melanzane guidano la classifica dei rincari con un aumento medio del 21,5% rispetto all’anno precedente. Subito dopo si collocano i piselli, in crescita del 19,6%, mentre i frutti di bosco – come mirtilli, lamponi e ribes – segnano un +16,3%.
Anche altri prodotti di largo consumo registrano aumenti importanti. Le zucchine salgono dell’11,1%, i limoni del 10,8% e le fragole del 10,4%. I legumi si attestano a +9,9% e i pomodori al +9%. La crescita dei prezzi coinvolge inoltre carciofi, uova e diverse tipologie di carne, segno di un’inflazione diffusa lungo tutta la filiera alimentare.
Voli e gioielli, aumenti record
Non va meglio sul fronte dei beni non alimentari. I gioielli registrano l’aumento più marcato, con prezzi in crescita del 33,5%, spinti dall’andamento delle quotazioni dell’oro.
Anche il settore dei trasporti mostra segnali di forte tensione. I voli nazionali aumentano del 12,6%, mentre quelli europei segnano un +6%. A incidere sono sia l’aumento del costo del carburante, in particolare del jet fuel, sia la domanda legata ai periodi di alta stagione come le festività pasquali.
Rincari si registrano anche per la legna da ardere e il pellet (+8,2%) e per i servizi di spedizione e consegna pacchi (+6,5%), a conferma di una pressione inflazionistica trasversale.
Il peso dei carburanti sui prezzi
Alla base di questi aumenti c’è soprattutto il caro energia. Come sottolinea il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, l’escalation dei carburanti ha fatto lievitare i costi di trasporto, in particolare per i prodotti freschi che viaggiano su gomma lungo la Penisola.
Questo effetto si riflette direttamente sui prezzi al dettaglio, aggravando la spesa delle famiglie e alimentando una spirale inflattiva che coinvolge più settori.
La richiesta al governo: prorogare il taglio delle accise
Di fronte a questo scenario, le associazioni dei consumatori chiedono un intervento immediato. In particolare, viene sollecitata la proroga del taglio delle accise su benzina e gasolio fino alla fine dell’emergenza, insieme a controlli più stringenti per evitare fenomeni speculativi.
L’obiettivo è contenere l’impatto sui consumatori e limitare ulteriori aumenti in un contesto già fortemente segnato dalla crisi energetica internazionale.
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