di Carlo Longo

Il 6 maggio 2026, nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Firenze, l’Agenzia del Demanio promuove il workshop “Responsabilità etica per la cura del patrimonio immobiliare dello Stato”. Un appuntamento rivolto a studenti, professionisti e ricercatori per approfondire il nuovo ruolo dell’Agenzia: non più soltanto gestore conservativo degli immobili pubblici, ma soggetto attivo nella rigenerazione urbana, nella sostenibilità, nella valorizzazione culturale e nella restituzione degli spazi alla collettività
di Carlo Longo
Il patrimonio immobiliare dello Stato non è un insieme distante di edifici amministrativi, uffici e beni storici. È una parte viva dell’identità collettiva del Paese: una rete diffusa di luoghi che appartengono a tutti e che, se rigenerati, possono tornare a essere spazi di servizio, cultura, socialità e futuro. È da questa consapevolezza che nasce il convegno “Responsabilità etica per la cura del patrimonio immobiliare dello Stato”, in programma mercoledì 6 maggio 2026, dalle ore 10:00 alle 12:00, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Firenze, in Piazza San Marco 4.
L’iniziativa, organizzata dall’Agenzia del Demanio in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, si rivolge a studenti, professionisti e ricercatori e intende aprire un confronto sul significato contemporaneo della gestione del patrimonio pubblico. Al centro del workshop ci sarà una domanda decisiva: come trasformare gli immobili dello Stato da beni amministrati a infrastrutture civiche, capaci di generare valore per cittadini, istituzioni e territori?
L’Agenzia del Demanio gestisce oggi oltre 44 mila immobili dello Stato: un patrimonio ampio, eterogeneo e profondamente identitario. Ne fanno parte uffici pubblici, università, accademie, musei, archivi di Stato, chiese, torri, grandi compendi urbani, ma anche aree naturali come parchi, isole e coste. Una ricchezza spesso percepita come lontana dalla vita quotidiana, ma che in realtà attraversa città, paesaggi, servizi e comunità.
La sfida, oggi, è cambiare paradigma: passare da una gestione prevalentemente conservativa a una logica di rigenerazione. Prendersi cura di un immobile pubblico non significa soltanto mantenerlo, proteggerlo o renderlo efficiente. Significa restituirlo al cittadino, inserirlo in una visione di servizio alla collettività, trasformarlo in un luogo accessibile, sostenibile e capace di rispondere ai bisogni dei territori.

Dal 2021 l’Agenzia del Demanio ha avviato una trasformazione profonda, ponendo al centro della propria azione l’utenza: i cittadini che vivono gli spazi pubblici e usufruiscono dei servizi, le Pubbliche Amministrazioni che necessitano di sedi moderne ed efficienti, i territori che diventano protagonisti dei processi di valorizzazione. In questa prospettiva, l’immobile pubblico non è più considerato come un oggetto isolato, ma come un nodo di una rete che connette persone, istituzioni e città.
È proprio questo nuovo ruolo dell’Agenzia a rendere il convegno di Firenze particolarmente significativo. L’Agenzia del Demanio si presenta sempre più come un attore strategico della trasformazione urbana e ambientale del Paese: un soggetto capace di integrare sostenibilità, digitalizzazione e innovazione, ma anche di costruire relazioni con università, enti di ricerca, amministrazioni locali, operatori economici, associazionismo e Terzo settore.
Il metodo di lavoro si fonda sulla conoscenza approfondita del patrimonio e sull’analisi delle sue potenzialità. Ogni immobile viene osservato non solo per il suo valore economico o funzionale, ma per la sua capacità di contribuire a un disegno più ampio: migliorare la qualità degli spazi pubblici, sostenere la transizione ecologica, rafforzare l’identità dei luoghi, creare nuove occasioni di partecipazione e uso collettivo.
Uno degli strumenti principali di questa nuova visione è il Piano Città degli immobili pubblici, che sarà tra i temi centrali del workshop fiorentino. Il Piano Città nasce come strumento di analisi, pianificazione e indirizzo, costruito insieme alle istituzioni del territorio, per orientare gli interventi verso obiettivi di rigenerazione e sostenibilità. Gli immobili pubblici vengono così inseriti nella pianificazione urbana e nella progettazione ambientale, diventando leve di rivitalizzazione e componenti attive della città del futuro.
Il convegno affronterà anche il tema del patrimonio storico-artistico, del suo valore e della sua identità. Non si tratta soltanto di conservare luoghi carichi di memoria, ma di renderli nuovamente leggibili, accessibili e utili. La cura del patrimonio diventa quindi una responsabilità etica: implica scelte trasparenti, linguaggi condivisi e processi partecipativi che permettano a cittadini, comunità scientifiche e territori di contribuire alla definizione del futuro degli spazi pubblici.

Il programma prevede la partecipazione di figure istituzionali, accademiche e culturali. Interverranno Alessandra Petrucci, Rettrice dell’Università degli Studi di Firenze; Alessandra dal Verme, Direttore Generale dell’Agenzia del Demanio; Antonella Manzione, Consigliere di Stato; Fabrizio Tucci, Professore dell’Università “La Sapienza” di Roma e Responsabile dell’Area Qualità della Progettazione dell’Agenzia del Demanio; Paolo Giulierini, etruscologo e direttore museale; e Padre Bernardo, Abate della Comunità monastica dell’Abbazia di San Miniato al Monte. Il workshop sarà moderato dall’Architetto Filippo Salucci dell’Agenzia del Demanio e si concluderà con l’apertura del dibattito ai partecipanti.
La presenza di competenze così diverse conferma l’approccio multidisciplinare necessario per affrontare il futuro del patrimonio pubblico. La rigenerazione degli immobili dello Stato non riguarda soltanto architettura, amministrazione o finanza pubblica. Coinvolge cultura, diritto, paesaggio, sostenibilità, innovazione tecnologica e responsabilità sociale.
Questa visione è raccolta nel Piano Strategico Industriale dell’Agenzia del Demanio, che dal 2022 orienta l’azione dell’ente e prevede obiettivi di investimento per 5,5 miliardi di euro entro il 2026, con l’obiettivo di riqualificare 5 milioni di metri quadrati di immobili pubblici in termini di efficienza, sicurezza e qualità degli spazi. Numeri che raccontano una trasformazione concreta, ma che acquistano pieno significato solo se letti dentro una missione più ampia: fare del patrimonio dello Stato un’infrastruttura di futuro.
Il workshop di Firenze sarà dunque un’occasione per discutere non solo di immobili, ma di città, comunità e cittadinanza. Perché un edificio pubblico rigenerato può diventare molto più di una sede amministrativa: può essere un presidio di servizi, un luogo di cultura, un laboratorio di innovazione, un punto di incontro tra istituzioni e cittadini.
Il patrimonio immobiliare dello Stato è memoria, identità e bene comune. La sua gestione richiede competenza, visione e responsabilità. Il nuovo ruolo dell’Agenzia del Demanio si colloca esattamente in questo passaggio: dalla tutela alla cura, dalla conservazione alla rigenerazione, dalla gestione del bene alla costruzione di valore pubblico.
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