di Ennio Bassi

La presidente della Commissione europea avverte: in due mesi di crisi in Medio Oriente, l’Ue ha speso 27 miliardi in più per combustibili fossili

Il conflitto in Medio Oriente sta già producendo effetti tangibili sull’economia europea, in particolare sul fronte energetico. A lanciare l’allarme è la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che intervenendo al Parlamento europeo ha quantificato l’impatto: oltre 27 miliardi di euro in più spesi per l’importazione di combustibili fossili in appena 60 giorni, pari a circa 500 milioni al giorno.

Un dato che, secondo la leader europea, evidenzia con chiarezza la vulnerabilità dell’Unione e la necessità di accelerare la transizione energetica. “La direzione è evidente”, ha sottolineato, indicando come priorità la riduzione della dipendenza dalle importazioni e il rafforzamento della produzione interna di energia pulita, più stabile nei costi.

Von der Leyen ha anche richiamato le lezioni apprese dalle precedenti crisi energetiche, criticando l’uso inefficiente delle risorse pubbliche. In passato, ha ricordato, gran parte degli aiuti è stata distribuita senza criteri mirati, con oltre 350 miliardi di euro spesi in misure generalizzate che hanno inciso sui bilanci statali senza sostenere adeguatamente i soggetti più vulnerabili. L’indicazione è chiara: eventuali nuovi interventi dovranno essere più selettivi e mirati.

Guardando alle prospettive, la Commissione intende presentare entro l’estate un piano per l’elettrificazione, sostenuto anche da risorse già disponibili: dei circa 300 miliardi destinati all’energia nel bilancio europeo, 95 miliardi non sono ancora stati utilizzati. L’obiettivo è favorire il passaggio all’elettricità in settori chiave come industria, trasporti e riscaldamento, anche in vista dell’aumento della domanda legato allo sviluppo dei data center e dell’intelligenza artificiale.

Sul piano geopolitico, la presidente ha ribadito la necessità di garantire la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz senza imposizioni economiche, definendola una condizione essenziale per la stabilità globale. Ha inoltre sottolineato che qualsiasi accordo di pace con l’Iran dovrà affrontare anche le questioni legate ai programmi nucleari e missilistici.

Nel suo intervento, von der Leyen ha confermato l’impegno europeo a sostegno dell’Ucraina. Entro il trimestre sarà erogata una prima tranche da 45 miliardi di euro del pacchetto complessivo, con una parte significativa destinata alla difesa, inclusa la produzione di droni. Il messaggio complessivo è quello di un’Europa chiamata a rafforzare la propria autonomia strategica, sia sul piano energetico sia su quello geopolitico, in un contesto internazionale sempre più instabile.

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