di Emilia Morelli
La Camera approva la riforma costituzionale su Roma Capitale: più poteri e autonomia, ma divisioni politiche tra maggioranza e opposizioni
L’Aula della Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge costituzionale che ridefinisce il ruolo di Roma Capitale, con 159 voti

favorevoli, 33 contrari e 55 astensioni.
Il provvedimento rappresenta un passaggio importante nel percorso di riforma istituzionale della capitale, con l’obiettivo di rafforzarne funzioni e competenze. Il testo passa ora all’esame del Senato per proseguire l’iter parlamentare.
Le posizioni dei partiti
Il voto ha evidenziato una netta divisione tra le forze politiche. La maggioranza ha sostenuto compatta la riforma, mentre il Partito Democratico ha scelto l’astensione, definita “costruttiva” da Roberto Morassut.
Contrarietà esplicita è arrivata da Alleanza Verdi e Sinistra e dal Movimento 5 Stelle, che hanno criticato il testo ritenendolo insufficiente o incoerente.
Sostegno, invece, da parte di forze centriste come Azione, mentre Italia Viva ha espresso dubbi legati alla futura legge attuativa.
La reazione del governo
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto con favore l’approvazione del provvedimento, sottolineando l’importanza di rafforzare il ruolo istituzionale della capitale.
Meloni ha però criticato la scelta del Partito Democratico di astenersi, parlando di una decisione che interrompe un percorso condiviso e che rischia di rallentare una riforma ritenuta strategica per il Paese.
L’appello del sindaco Gualtieri
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha definito il voto un passo positivo, ma ha evidenziato la necessità di proseguire il lavoro per arrivare a una riforma condivisa e sostenuta da una larga maggioranza parlamentare.
Secondo Gualtieri, sarà fondamentale definire in tempi rapidi anche la legge ordinaria collegata, che dovrà stabilire in concreto competenze e risorse del nuovo assetto istituzionale.
Cosa cambia con la riforma
Il disegno di legge modifica l’articolo 114 della Costituzione, inserendo Roma Capitale tra i livelli fondamentali della Repubblica.
La riforma attribuisce alla città una maggiore autonomia amministrativa e finanziaria, oltre a competenze legislative in diversi ambiti. Tra questi figurano il governo del territorio, la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, il turismo, i servizi sociali e il trasporto pubblico locale.
Inoltre, viene introdotta una potestà legislativa simile a quella delle Regioni, segnando un rafforzamento significativo del ruolo istituzionale della capitale.
Il nodo della legge attuativa
Un elemento centrale della riforma riguarda la necessità di una legge ordinaria che definisca nel dettaglio il nuovo sistema di competenze e il decentramento amministrativo.
Proprio su questo punto si concentrano molte delle perplessità espresse dalle opposizioni, che temono che senza risorse adeguate la riforma possa restare incompleta.
Un percorso ancora lungo
L’approvazione alla Camera rappresenta solo il primo passo di un iter complesso, che richiederà ulteriori passaggi parlamentari prima dell’entrata in vigore definitiva.
Il confronto politico resta acceso, ma il tema del rafforzamento di Roma Capitale continua a essere considerato centrale per il funzionamento delle istituzioni e per lo sviluppo del Paese.
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