di Corinna Pindaro
Caso Chiara Poggi: Andrea Sempio convocato per un interrogatorio chiave. Nuovi elementi tra DNA, impronte e possibile revisione del processo Stasi
Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco, torna al centro dell’attenzione giudiziaria con una nuova fase decisiva.
Gli inquirenti hanno convocato Andrea Sempio per un interrogatorio formale fissato il 6 maggio presso il Tribunale di Pavia. Si tratta di un passaggio cruciale, che potrebbe rappresentare l’ultima occasione per confrontare direttamente l’indagato con gli elementi raccolti nel corso dell’indagine.
Le nuove accuse e il cambio di scenario
La contestazione nei confronti di Sempio è stata aggiornata: omicidio volontario senza il coinvolgimento di altri soggetti. Un cambiamento significativo rispetto alle precedenti ipotesi investigative, che ipotizzavano un concorso con ignoti o con Alberto Stasi.
Questo nuovo inquadramento segna un possibile punto di svolta nella ricostruzione dei fatti e potrebbe influire anche sul destino giudiziario di Stasi, detenuto dal 2015.
Gli indizi: impronte e DNA
Tra gli elementi chiave dell’inchiesta emerge la rivalutazione di una traccia lasciata sulla scena del crimine. Si tratta di una impronta palmare, individuata sulle scale della casa e attribuita a Sempio sulla base di numerose corrispondenze tecniche.
A questo si aggiungono i risultati delle più recenti analisi genetiche, che avrebbero evidenziato una compatibilità tra il DNA di Sempio e alcune tracce rinvenute sui reperti della vittima, escludendo invece quello di Stasi.
Questi sviluppi rappresentano uno dei punti centrali su cui si basa la nuova fase investigativa.
Un interrogatorio mai avvenuto
Già nel 2025 Sempio era stato convocato dai magistrati per un confronto diretto, ma in quell’occasione non si era presentato, sfruttando un vizio formale nella convocazione.
Nel frattempo, l’indagato ha rilasciato diverse dichiarazioni pubbliche, soprattutto attraverso i media, senza però sottoporsi a un interrogatorio ufficiale davanti ai magistrati.
L’appuntamento del 6 maggio rappresenta quindi la prima reale occasione per un confronto diretto con l’accusa.
Le nuove perizie e le indagini
Negli ultimi mesi, la Procura di Pavia ha raccolto numerosi elementi attraverso consulenze tecniche e accertamenti scientifici. Tra questi figurano analisi sulle tracce di sangue, studi sulle impronte e approfondimenti medico-legali sulle circostanze della morte.
Tutti questi elementi confluiranno nell’informativa finale dei carabinieri e costituiranno la base per le contestazioni formali nei confronti dell’indagato.
Possibile revisione del processo Stasi
Parallelamente, gli sviluppi dell’indagine potrebbero aprire la strada a una revisione della condanna di Alberto Stasi.
Il procuratore capo di Pavia ha già avviato interlocuzioni con la Procura generale di Milano per valutare questa possibilità, che, se confermata, porterebbe a un nuovo processo davanti alla Corte d’Appello.
Il prossimo passo: chiusura delle indagini
Dopo l’interrogatorio, il passaggio successivo sarà l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, momento in cui tutti gli elementi raccolti verranno formalmente depositati.
Questo rappresenterà una fase decisiva, destinata a chiarire il quadro accusatorio e a determinare gli sviluppi futuri del caso.
Un’indagine ancora aperta
A quasi vent’anni dall’omicidio, il delitto di Garlasco continua a sollevare interrogativi e a evolversi sul piano giudiziario.
L’interrogatorio di Andrea Sempio potrebbe rappresentare un momento chiave per fare luce su una vicenda che, ancora oggi, resta al centro del dibattito pubblico e giudiziario.
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