di Carlo Longo

Le dichiarazioni di Giuseppe Cavo Dragone sulla necessità di un approccio più proattivo della Nato scatenano la reazione del Cremlino. Tra attacchi ibridi, pressioni ai confini e negoziati sull’Ucraina, Europa e Alleanza Atlantica ridefiniscono la strategia di deterrenza

Le considerazioni espresse da Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, in un colloquio con il Financial Times, hanno acceso un acceso natodibattito internazionale. L’ammiraglio italiano ha parlato della necessità per l’Alleanza di valutare un atteggiamento più deciso e proattivo, pur senza accennare ad azioni militari dirette contro la Russia o altri Stati. Una precisazione che non è però bastata a evitare un’immediata e dura reazione da parte di Mosca.

La risposta del Cremlino: “Dichiarazioni irresponsabili”

Il ministero degli Esteri russo ha reagito con fermezza. La portavoce Maria Zakharova ha accusato la Nato di alimentare l’escalation, interpretando le parole di Cavo Dragone come un’apertura a possibili attacchi preventivi. Secondo Mosca, si tratterebbe di un segnale volto a indebolire ogni tentativo di trovare una soluzione negoziale al conflitto ucraino. Un’interpretazione forzata, visto che le affermazioni dell’ammiraglio riguardavano soprattutto l’ambito della sicurezza ibrida e digitale.

Attacchi ibridi e cyber minacce: il vero nodo della discussione

Cavo Dragone ha sottolineato come un’azione anticipata, nell’ambito degli attacchi informatici o delle operazioni ibride, possa rientrare nel concetto di autodifesa. La Nato, ha evidenziato, opera sotto rigidi vincoli giuridici e morali che la collocano in una posizione meno flessibile rispetto ai suoi avversari. Tuttavia, ha aggiunto che la deterrenza resta efficace, ricordando che dall’avvio dell’operazione “Baltic Sentry” non si sono registrati episodi rilevanti ai confini orientali dell’Alleanza.

L’Ue e il sostegno alla linea Nato: Kallas e von der Leyen intervengono

La posizione dell’ammiraglio è stata ripresa anche durante il Consiglio dei ministri della Difesa Ue. Kaja Kallas, Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione, ha confermato che il tema degli attacchi ibridi è divenuto centrale, citando in particolare la questione dei palloni provenienti dalla Bielorussia e segnalata dalla Lituania.

A Bruxelles, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito “inaccettabili” le continue incursioni nello spazio aereo lituano attribuite al regime di Lukashenko, ribadendo la solidarietà europea nei confronti di Vilnius. Secondo Kallas, i prossimi giorni saranno determinanti anche per i negoziati sulla pace in Ucraina e per la proposta sull’utilizzo dei beni russi congelati, un tema sul quale la Commissione sta per presentare un testo ufficiale.

L’Ucraina tra diplomazia e pressioni internazionali

Mentre cresce l’attenzione sulle dinamiche Nato-Russia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è a Parigi per cercare nuovo sostegno europeo. In una fase definita da lui stesso “decisiva”, i colloqui con i partner dell’Unione potrebbero influenzare gli sviluppi diplomatici e militari delle prossime settimane.

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